Spaghetti alla carbonara

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Oggi vi posto una ricetta classica della cucina italiana: gli spaghetti alla carbonara.

Forse questo mio post lo troverete inutile, perché tutte conoscete questa semplice ricetta da cucinare in 10minuti per salvare all’ultimo momento la cena di tutta la famiglia.
Basta avere due uova nel frigo e,come sono solita fare io, una vaschetta di pancetta dolce o affumicata tagliata a cubetti, sempre utile per improvvisare una cena dell’ultimo minuto.
La ricetta tradizionale vorrebbe il lardo, ma viene altrettanto buona con la pancetta dolce o affumicata che sia.

INGREDIENTI per 4 persone
.320g di Spaghetti
.160g di Guanciale o pancetta dolce o affumicata.
.150g Pecorino
.Pepe a vostro piacimento
.2 tuorli d’Uova
.1 uovo intero

Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e portatela ad ebollizione.
Una raccomandazione che vi voglio fare è quella di salare poco l’acqua della pasta, perché nel condimento sono presenti il pepe e il pecorino che lo rendono molto, ma molto saporito.
Nel frattempo tagliate i 160g di guanciale o di pancetta dolce o affumicata a dadini, mettetelo in un tegame antiaderente senza aggiungere olio extravergine o se proprio volete solo 2 cucchiai.
Rosolate a fuoco basso finché il grasso non diventerà trasparente e croccante.
A rosolatura avvenuta spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

Rompete le uova: mettete in una ciotola 2 tuorli d’uovo e 1 uovo intero.
Sbatteteli, unite i 150g di pecorino e il pepe macinato che desiderate.
Continuate a mescolare con un cucchiaio in legno fino ad avere un composto omogeneo.

Nel frattempo mettete a cuocere gli spaghetti.
A cottura ultimata unite gli spaghetti al composto e infine unite anche il guanciale rosolato.
Amalgamate bene gli spaghetti, le uova e il guanciale.
Servite subito subito gli spaghetti alla carbonara ben caldi.

Consigli utili per gli spaghetti alla carbonara
1.Non unite mai le uova alla pasta sul fuoco, perché le uova si cuocerebbero, mentre la ricetta vuole le uova crude.
2.Non utilizzate olio per rosolare il lardo, ma se usate la pancetta dolce o affumicata che sia limitatevi a 2/3 cucchiai.
Così il lardo e la pancetta risulteranno più croccanti e il piatto,più leggero
3. Se non amate il pecorino come formaggio potete sostituirlo completamente con il parmigiano reggiano o fare metà pecorino e metà parmigiano reggiano.
4.Il tipo di pasta tradizionalmente più usato sono gli spaghetti, anche se si prestano bene altri tipi di pasta lunga come le linguine, e alcuni tipi di pasta corta come le penne rigate e i rigatoni.

Curiosità
La pasta alla carbonara è un piatto caratteristico del Lazio in particolare di Roma.
Le origini della carbonara sono incerte.
Si fanno addirittura tre ipotesi:.

Ipotesi angloamericana
La pasta alla carbonara è citata per la prima volta nel periodo dopo la liberazione di Roma nel 1944, quando nei mercati della capitale apparve il bacon portato dagli americani.
Secondo questa tesi, nella II guerra mondiale, i soldati americani, combinando fra loro gli ingredienti a loro più familiari reperibili, e cioè uova, pancetta e spaghetti,si preparavano da mangiare.
Furono proprio i soldati americani a dare l’idea ai cuochi italiani per la ricetta vera e propria della carbonara.

I carbonari appenninici
La carbonara sarebbe stato “inventata” dai carbonai (carbonari in romanesco) appenninici.
I carbonai per fare la carbonella dovevano sorvegliare la carbonaia per lungo tempo.
Era quindi necessario avere con sé i viveri necessari.
La carbonara secondo questa tesi sarebbe l’evoluzione del piatto “cacio e uova” dei carbonari di origini laziali e abruzzesi.Il pepe era usato per la conservazione del guanciale, grasso (o lardo) usato al posto dell’olio, troppo caro.

Ipotesi napoletana
Questa ipotesi riconduce l’origine della carbonara alla cucina napoletana.
Questa tesi si basa su alcune pietanze presenti nel trattato “Cucina teorico-pratica”di Ippolito Cavalcanti, in cui si ha l’aggiunta dopo la cottura di uno sbattuto di uova, formaggio, sale e abbondante pepe e nella successiva rapida mantecatura, al fine di evitare che lo sbattuto abbia a rapprendersi.
Valentina

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