Torta paesana

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La torta paesana è un dolce lombardo della Brianza, zona geografica vicina a Milano che comprende anche le province di Monza e Lecco, fino a Como.

Io sono di Monza, la capitale della Brianza, quindi non potevo non postarvi la ricetta della torta paesana, detta anche “Torta di pane”, “Pacianella”, “Torta nera” oppure “Torta dei morti”; quest’ultimo nome deriva dal fatto che il periodo tipico in cui si cucina è proprio quello della festività religiosa dei morti, a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

E’ un dolce di origine contadina, realizzato con ingredienti poveri e genuini: l’ingrediente principale e’ il pane avanzato raffermo bagnato nel latte con l’aggiunta di uvetta, pinoli, amaretti e cacao amaro.

INGREDIENTI
.300g di pane raffermo
.1l di latte fresco
.2 uova di media grandezza
.50g di cacao amaro in polvere
.120g di amaretti
.120g di zucchero semolato
.70g di uvetta passa
.1/2 bicchiere d’acqua
.50g di pinoli

Per preparare la torta paesana, iniziate a scaldare 1L latte  senza portarlo ad ebollizione.

Mettete i 300g di pane raffermo ridotto in una ciotola e versateci sopra il litro di latte ben caldo.
Mescolate con cucchiaio di legno per amalgamare bene il pane raffermo con il latte e lasciate macerare per 30 minuti.

Mettete in ammollo i 70g di uvetta passa in un 1/2 bicchiere d’acqua.
Poi sbriciolate con le mani i 120g di amaretti.

Riprendete il pane ormai morbido, mescolate ancora con un cucchiaio di legno per sfaldarlo ulteriormente e unite:
-i 120g di amaretti sbriciolati
-50g di cacao amaro in polvere.

Sbattete in una ciotola a parte le 2 uova e con i 120g di zucchero semolato e versate il tutto nel composto.
Infine versate i 50g di pinoli e i 70g di uvetta ben scolata dall’acqua e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.

Imburrate e infarinate o foderate con carta da forno una tortiera di 24 cm di diametro e versate all’interno il vostro composto.

Infornate in forno statico preriscaldato a 180° per 60 minuti.

A cottura ultimata, sfornate la torta paesana e fatela intiepidire quindi toglietela dalla tortiera e fatela raffreddare, prima di servirla e guarnitela con una manciata di pinoli.

La torta paesana e’ più buona, se consumata il giorno dopo.
Potete conservare la torta paesana sotto una campana di vetro per 2-3 giorni al massimo.

Curiosità
In Brianza si racconta una storia riguardo a questa torta, che pare sia la vera storia della torta paesana:
C’era una volta, tanto tempo fa, un uomo che si procacciava il cibo cacciando animali e poi nutrendosi della loro carne cruda.
A causa di ciò, soffriva di verme solitario e non riusciva a ingrassare di un solo etto. Un giorno, un fulmine colpì proprio la casetta sull’albero che aveva costruito per suo figlio e, da quel giorno, imparò a controllare il fuoco e, da lì, cominciò a cuocere la carne prima di mangiarla.
E finalmente cominciò a prender peso.
Una bella e salutare pancetta era ormai spuntata dal suo ventre prima così scheletrico.
Anche la tenia era scomparsa.
E il mondo divenne un po’ migliore.
Era sempre a spasso per la foresta, ma un giorno inciampò in un ramo d’albero e cadendo si sbucciò il ginocchio. Pianse molto e a lungo, fino a non aver più lacrime da versare tanto che, quando queste finirono, si rimboccò le maniche e inventò una ruota. E il mondo divenne un po’ migliore.
Ma con una ruota sola, si sa, non si va da nessuna parte. Così decise di appenderla ad un ramo ed il figlio entusiasta non faceva che girarla, di continuo, girava e girava, tutto il giorno, tutti i giorni.
Ma a furia di farla girare anche il padre cominciò ad essere irrequieto e infastidito da tutto ciò e, in poco tempo, a girare di continuo non fu più solo la ruota!
Non salutava più i vicini, rispondeva male a sua moglie e sgridava di continuo il figlio.
Così un bel giorno, sua moglie, nel tentativo di distrarlo e calmarlo, si mise in cucina e preparò una torta con quel poco che aveva in casa a sua disposizione, e cioè pane vecchio bagnato nel latte, a cui poi aggiunse, per dare un po’ di sapore in più, del cacao, un po’ di uvetta e di pinoli e per finire degli amaretti dolci.
Dopo aver addentato un paio di fette il marito si calmò, ma durò poco, perché quella ruota continuava a girare, e girava e girava.
Così per placare quell’animo ormai burbero e irrequieto, la moglie si rimise in cucina e preparò tanta di quella torta che ne avanzò un’immensa quantità, tanto da esser regalata a tutti gli abitanti del paese. Quella torta piacque tantissimo e tutti cominciarono a preparala a loro volta, e a sorridere, e a essere felici. Venne chiamata “Torta Paesana”
E il mondo divenne un po’ migliore
.”
Valentina

4 Pensieri su &Idquo;Torta paesana

  1. Anche io milanese d’adozione noi scoperto questa torta da relativamente poco, ma la adoro! E la uso spesso come base, in base a ciò che ho da riciclare o smaltire in dispensa, per fare dei dolci express e “svuota tutto”. 😉

    • Graie… Scusa la risposta tardiva…E si il mondo puo essere, o sembrarti migliore anche solo con un buon dolce.
      Buona serata.
      Valentina

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